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I falsi profeti e il lavoro su di sé – Come cuore e mente aiutano a riconoscerli (parte 1 di 2)

In molti, ultimamente, lamentano di essere stati ingannati e traditi dai famosi “falsi profeti”, persone che si spacciano per guide spirituali, pronte a elargire pace, luce e risoluzioni, ma che, in realtà, come rettili subdoli, attraverso una spiccata istruzione e una vivace dialettica, giocano coi sentimenti di individui deboli, ignari o emotivamente provati.


Ebbene, queste persone ci sono state, ci sono e ci saranno sempre. Purtroppo, nessuna arma mentale può essere usata contro di loro, poiché sono più esperti di voi. L’unico antidoto efficacie che si possa usare per riconoscerli è il Cuore, ma non sapete neanche di averlo, il più delle volte.

L’intuito e i sensi sottili aiutano molto a smascherare anzitempo i falsi profeti, eppure molte volte e facilmente ci si inganna. Persino i più esperti, talvolta, prendono abbagli.

Allora, se uno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui!", oppure "È là!", non ci credete. Sorgeranno infatti falsi messia e falsi profeti, che faranno grandi miracoli e prodigi, tanto da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l’ho predetto. Se vi diranno: "Ecco, è nel deserto", non ci andate; oppure: "Ecco, è nell’interno della casa!", non ci credete; poiché come la folgore esce dall’oriente e brilla in occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Dove sta il cadavere, là si raccolgono gli avvoltoi. (Matteo 24-25)


Il cadavere di cui parlò Gesù in questi versi è il “dormiente”, colui che non è veramente vivo (anche se crede di esserlo), colui che non è Presente. È la persona che segue solo la voce della mente, che non è identificata con l’Anima e che, pertanto, non percepisce la realtà attraverso il Cuore. E là dove esistono corpi “morti”, privi di Presenza, si radunano gli avvoltoi, coloro che da quelle carcasse possono trarre utile e succulento nutrimento. È una metafora cruda, ma corrisponde alla realtà.

Per questo il lavoro su di sé e il vero Risveglio - che accendono le qualità cardiache e animiche – sono utili a smascherare i cosiddetti falsi profeti.


La mente e l’acume non permettono di scorgere l’inganno. Ed è persino giusto (passateci il termine) essere ingannati, per certi versi. Non siamo affette da disempatia, non stiamo giudicando nessuno: ma se vieni ingannato, prova a pensare dove tu stesso inganni qualcun altro o, addirittura, te stesso.


Stai forse delegando troppo il potere del tuo benessere a qualcuno/qualcosa al di fuori di te?

Ti racconti di star bene, mentre dentro, nel profondo, in realtà soffri tantissimo?

Mostri a te stesso e/o al mondo un volto di te che non esiste, che è finto e ingannevole?

Rispetti te stesso e il prossimo?

Ci sono ambiti, nella tua vita, in cui ti approfitti (anche in modo velato o superficiale) di qualcun altro?

Faresti carte false per ottenere dimostrazioni d’affetto e/o di stima dagli altri, arrivando persino a “manipolare”?


Questa è la prima via per la Guarigione e la risoluzione del tuo problema: la Responsabilità (a proposito di questo argomento tanto dibattuto e frainteso, abbiamo scritto un articolo esaustivo al riguardo. Ti invitiamo a leggerlo cliccando sul seguente link: "Sono davvero responsabile di ciò che accade?"). Nessuno ti dice che ciò che ti è stato fatto sia giustificabile o che i danni che sono stati perpetrati da questa persona tu te li sia meritati.

Lo stesso Gesù condannò duramente l’atteggiamento ipocrita dei sacerdoti del tempio, e di certo non gliele mandò a dire:

“Guai! Guai a voi, scribi e farisei. Ipocriti, guai! Voi chiudete le porte del cielo davanti agli uomini! Maestri del nulla! Voi siete ipocriti come sepolcri imbiancati che sembrano splendidi fuori, ma dentro… pieni di ossa di morti e di putrefazione! Questa non è più la casa di Dio, ma della Lucertola e del Ragno. Serpenti, razza di vipere!”

Disse, con buona pace della patina tutta peace&love che abbiamo erroneamente disegnato addosso a Gesù. Non è casuale il riferimento ai rettili, emblemi dell’essere subdoli. Le lucertole, inoltre, erano considerate una razza di Jinn (=demoni), e i ragni come la funzione dell’ego che crea una moltitudine di strade che non portano a nulla, ma girano in tondo. Simboleggiano colui che resta fermo ad attendere la preda che cade nella sua rete. Quindi, come puoi vedere, finto buonismo, sopportazione e repressione non sono contemplati né da Gesù né dall’Alchimia.


Dal film "Gesù di Nazareth" di Franco Zeffirelli

Tuttavia, ci sono ragioni, dietro lo spiacevole, scomodo e doloroso evento che hai vissuto, che potrebbero aiutarti molto a comprendere e guarire parti (inconsce) di te che hanno bisogno di essere ascoltate e che hanno trovato questo (detestabile) modo per farsi notare da te, dalla tua parte conscia.


Ma torniamo al Cuore che non sappiamo ascoltare. Lui sa leggere alla perfezione le vibrazioni.

Quando vi confrontate con una guida che per voi è nuova, non pendete dalle sue labbra. Al contempo, però, non siate neppure schivi e diffidenti. Lo sappiamo che sembra un paradosso, ma è proprio quest’ultimo a far collassare la mente e a consentire al Cuore di aprirsi davvero.

Non serve a nulla far scontare a validi insegnanti ciò che si è ricevuto da falsi profeti e fare di tutta l’erba un fascio. Diventa vendetta, rancore, delusione, arrivismo… è un siero che ti avvelena anche fisicamente. Serve, invece, prendere atto di ciò che è accaduto, prendere le distanze da ciò che ha causato il male e far emergere da sé la Veram Medicinam: la comprensione, il “prendere con sé” ciò che è stato, guardarlo e guarirlo senza il bisogno di rifarsi su qualcun altro e il perdere fiducia nel prossimo.


Il Cuore sa se chi si ha davanti è solo un bravo incantatore, o se, invece, si ha di fronte qualcuno di onesto e utile alla propria crescita interiore, nonostante i demoni o le virtù che possa avere. E ciò vale anche per le sottoscritte.



Qualcuno di ben più antico e famoso di noi aveva già parlato di queste persone:

Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse l’uva dalle spine o fichi dai rovi? Così, ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. (Matteo 7:15-20).

Ecco, – diranno alcuni – voi parlate molto di vibrazioni, delle leggi di Risonanza, di Attrazione e dello Specchio… allora perché questi “falsi profeti” sono spesso famosi e di successo, pieni di soldi e seguaci? Come li riconosco, considerando ciò che essi “attraggono”? E perché riescono ad avere intorno tutta questa “grandezza”? Non esiste nessuna giustizia, quindi?



Anche qui, bisognerebbe avere delle ampie vedute per riconoscere i falsi profeti senza lasciarsi abbagliare dagli apparenti risultati che questi ottengono nella loro realtà: denaro, seguaci, successo.


Bisognerebbe saper guardare oltre tutto questo, e non è sempre facile.


Innanzitutto, va considerato che chi si sente sicuro di sé, chi ha un’elevata autostima – come accade alla grande maggioranza dei falsi profeti - non può che essere circondato da tutto ciò che – nella materia – rispecchia il valore che questa persona sa di avere: denaro, seguaci, successo.


Non potete basarvi solo su ciò che sembrano attrarre. Anche in questo caso, non calcolate con la mente. Non lasciatevi stordire da specchietti per allodole. Denaro, successo e seguaci non sono il metro giusto con il quale valutare.


Che persone circondano questi sedicenti maestri? Bisognosi, idolatri, fanatici?

Se è vero che tutti coloro che si avvicinano a un insegnante o una guida abbiano bisogno di qualcosa, è pur vero che ci sono seguaci e seguaci. Un vero insegnante spirituale, ricercatore, non ammetterebbe mai idolatria, supplica e fanatismo. Non si abbevererebbe mai a quella fonte avvelenata.


In secondo luogo, i professionisti dell’inganno conoscono molto bene i mezzi da usare per ottenere ciò che vogliono sul piano materiale, senza dover fare tutti gli sforzi che spettano ai “comuni mortali” (ne parleremo meglio nell’articolo che seguirà a questo). Sì, ma a che prezzo?



Il denaro e il successo si possono ottenere in molti modi e con tanti mezzi, e – a differenza di quanto comunemente si sia portati a credere dalla morale comune – non sono un male e non sono da denigrare, ma questo è un discorso che non possiamo affrontare in questo articolo; diventerebbe una lunga e fuorviante digressione.


Se denaro e successo si ottengono “in pulizia”, come effetto di una lenta trasmutazione interiore, la ricchezza di quell’individuo tracimerà da ogni ambito della sua vita: esistono anche la ricchezza nei rapporti interpersonali o nei doni che si ricevono, non solo in termini di denaro (e no, con questo non stiamo affatto dicendo che la vita di un buon maestro sia necessariamente rosea, luminosa e perfetta!). Se, al contrario, li si raggiunge come risultati di angherie, soprusi, ingiustizie, imbrogli… quella sporcizia, prima o poi, si riverserà nella vita di questa persona, e potrà farlo in molti modi: malattie, rapporti familiari disastrosi, calunnie, incidenti, psicosi, solitudine, abbandono (per citarne solo alcuni). Anche se non ne verrete mai a conoscenza. Nessuno può avere la presunzione di sapere come e quando queste persone “pagheranno lo scotto”, e non ci riguarda neppure. Ma infine ognuno raccoglie ciò che ha seminato. Non è un semplice proverbio né spiritualità: è scienza, è vibrazione. A ognuno l’arduo compito di imparare a Discernere grazie alle proprie qualità cardiache.


E ciò vale anche nei nostri riguardi, ovviamente. Se, attraverso il Cuore, cum-prendete che noi di MagMel siamo due false profetesse, andatevene, non seguiteci più. Se, invece, vi suggerisce senza filtri che non abbiamo intenzione di ingannare nessuno, allora buon percorso con noi, con l’intento di imparare e insegnare tutti assieme.


(Continua in un secondo articolo)



N.B.: nel presente articolo utilizziamo definizioni come profeta, maestro, insegnante, guida, istruttore, mentore, guru. Si tratta di termini convenzionali per spiegare la posizione di una figura di fatto indefinibile, poiché guide e maestri sono Esseri che – in verità – appartengono ad altre dimensioni.



[Le foto prive di didascalia sono state tratte da Pixabay]




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