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Tenere un Diario nel lavoro su di sé

Per l'Alchimista, il Grimorio o il Diario di Magia possono avere valenze differenti.


C'è chi tiene un diario per riportarvi sopra le pratiche interiori svolte in situazioni di difficoltà o di emergenze, così da poterlo utilizzare come un prontuario, ricco di spunti e soluzioni per ogni evenienza. Utili spunti d'indagine, a tal proposito, possono essere le domande seguenti:

  • Quali tecniche ho utilizzato in quella data situazione?

  • Quale/i di queste tecniche mi ha/hanno portato più giovamento, dando maggiori risultati a lungo termine?


Foto di Pexels da Pixabay

C'è chi, invece, tiene traccia nel tempo del proprio lavoro su di sé, annotando e monitorando quanto (o meglio, quanto poco) si è presenti a se stessi nell'arco della giornata. In tal caso, la sera prima di andare a dormire si riportano brevemente gli avvenimenti che hanno segnato la giornata e si valuta con oggettività e umiltà la centratura che si è dimostrata in quei frangenti. Le linee guida da seguire potrebbero essere queste:

  • Sono riuscito a restare nel qui e ora?

  • Mi sono lasciato/a trasportare dagli eventi o ho riconosciuto il mio Sé in essi?

  • Com'è stata, oggi, l'energia dei miei corpi fisico, emotivo e mentale?

  • Che tipo di pensieri ho formulato?

  • Ho notato qualcosa di utile per il mio lavoro interiore?

  • Ho fatto caso a un mio atteggiamento meccanico di cui non mi ero mai accorto/a prima d'ora?

  • Ho avuto qualche intuizione particolare?

  • Negli eventi della mia giornata ho re-agito o sono riuscito/a ad Agire?

Si tratta di un lavoro molto utile, che offre comprensione profonda, consapevolezza di sé e dona la possibilità di focalizzare l'attenzione sugli aspetti di noi che necessitano maggiore ascolto.



Foto di Tumisu da Pixabay


E poi c'è chi, conoscendo il potere della parola scritta, riporta sul Grimorio le proprie "formule", che altro non sono che parole consapevoli, ordini, decreti utili alla realizzazione e materializzazione di qualcosa.

Non si tratta di formule magiche nel vero senso del termine, né di quelli che vengono chiamati comunemente incantesimi. Sono definiti decreti, per l'appunto, ordini che si utilizzano per plasmare la realtà. La loro formulazione richiede una conoscenza profonda dell'utilizzo della parola in ambito esoterico, così come anche dell'energia e delle leggi vibrazionali dell'Universo, che si apprendono in percorsi guidati dalla supervisione di chi ne ha già fatto esperienza.


Quale che sia l'utilizzo che vuoi fare del Diario, riassumiamo qui di seguito come realizzarne uno in 7 punti (un numero magico, non per niente).

  1. Acquista o realizza da te un bel quaderno. L'importante è che ti colpisca e ti regali belle sensazioni.

  2. Accendi una candela ogni volta che vi scriverai qualcosa. Benedici quella candela, comunica con lei rendendola amica e alleata. Puoi utilizzare sempre la stessa candela, consacrandola allo scopo.

  3. Parole e intenti sono importanti: scrivi sul diario il tuo nome e il ruolo che intendi dargli, ad esempio "Diario dei Miracoli di (nome)"

  4. Benedici e consacra il Diario davanti alla candela, infondendo in esso la tua energia, il tuo potere e i tuoi intenti. Da questo momento diviene per te un complice, un amico.

  5. Ogni volta che intendi fare un decreto (creare qualcosa nella tua vita) o realizzare un intento, scrivilo sulle sue pagine benedicendo quelle parole.

  6. Alla fine dello scritto, aggiungi la tua parola di potere (abrakadabra, amen, sia fatto, così è...) seguite da "Con Amore e Gratitudine". Sono tutte parole dalla vibrazione potente, per questo si utilizzano di frequente in magia. Abrakadabra, ben al di là di una banale parolina da prestigiatori, ha la facoltà di creare ciò che si pronuncia o si scrive. L'Amen è utilizzato non a caso al termine delle preghiere cattoliche, poiché ha il potere di sigillare l'energia emanata nell'orazione, così come anche le formule "sia fatto" e "così è", per altro utilizzate sotto altre forme meno esplicite anche da grandi aziende (e se sono grandi un motivo c'è). Le parole Amore e Gratitudine, invece, hanno una forte carica benevolente e benedicente.

  7. Riponi il Diario in un luogo sicuro, possibilmente avvolto in un panno bianco, senza più pensare a ciò che vi hai scritto all'interno. Riportare costantemente il pensiero all'intento, richiamandolo di continuo, significa nutrire l'ansia, la pre-occupazione che esso non si realizzi, e dimostra carenza di fede. Lascia invece l'energia libera di fluire, affidati a essa e distogli i tuoi pensieri da ciò che hai scritto. E' un requisito fondamentale in magia.


Foto di Ghinzo da Pixabay

Come dicevamo poco sopra, la parola scritta ha sempre avuto un forte potere, ampiamente conosciuto dagli Antichi. L'assunto latino Verba volant, scripta manent enuncia bene il motivo di tale potenza: la parola scritta resta intatta, immutabile, e crea la realtà decretandola.

Per questo i grimori e i diari magici sono strumenti e alleati potenti per chi percorre le strade dell'esoterismo e della ricerca interiore.

Tuttavia, riguardo il Girmorio come strumento in cui riportare intenti e decreti, ci sono due punti sui quali ci si sofferma poco, forse, e su cui vorremmo far luce.

  1. Molti, giustamente, affermano sia inutile scrivere su un diario ciò che s'intende realizzare, poiché pensiero e immaginazione sono già perfetti per la creazione. Inoltre - sempre giustamente - non delegano la riuscita o meno di un loro intento a un oggetto (come un diario, per l'appunto,), poiché sanno di essere emanazioni del divino e di avere in sé tutto ciò che serve. E' fondamentale tenere sempre il focus sul proprio Essere: niente può fare il lavoro al posto tuo, neppure un diario (né un maestro, un cristallo, una pianta, un animale, un simbolo...). Pur tuttavia, c'è chi sente la necessità di affidarsi alla parola scritta, di utilizzarla come catalizzatrice e rafforzatrice della propria energia vitale, tenendo conto di possedere anche una mente, un inconscio, una parte fisica (sacra) che ha i suoi condizionamenti e i suoi tempi, che vanno considerati e rispettati. Non si possono fare i conti senza l'oste, come si suol dire. Un esempio, per essere più chiare: anche se ormai conosco il mio essere emanazione divina, ho vissuto per 30-40-50-60 anni non riconoscendomi tale, e le memorie che ho accumulato durante la mia vita possono ostacolarmi o rallentarmi. Allora, scelgo di fare del Diario uno strumento al mio servizio, perché questo aiuta mano a mano me a scoprire la mia energia e a credere di più in ciò che ho imparato. Ciò non toglie che, col tempo, io scopra di non aver più bisogno di scrivere ciò che voglio realizzare. Anzi, col tempo e dopo aver lavorato su di me assiduamente, mi accorgerò di non volere neanche più realizzare necessariamente qualcosa... ma questa è un'altra storia ;) Si procede sempre per gradi, ed è utile riconoscerne l'importanza.

  2. E' importante ricordare che, essendo l'Alchimista un creatore di realtà che conosce il valore della Responsabilità, nei suoi scritti di potere (così come nei gesti, nei pensieri, nelle parole e nelle azioni) non delega e non tenta in alcun modo di plasmare la volontà altrui a suo piacimento (non l'Alchimista bianco, per lo meno). Sa di essere sempre lui/lei il perno attorno a cui ruotano gli eventi e nei suoi atti di magia agisce di conseguenza, nel pieno rispetto di sé e degli altri esseri. Questo significa che, nel momento in cui si va a scrivere/pronunciare una formula, un decreto o un ordine, il perno deve sempre essere la propria persona, senza mai includere altri in alcun modo. L'unica eccezione avviene qualora sia qualcun altro a rivolgere all'Alchimista un'esplicita richiesta d'aiuto, perché in tal caso si ha il consenso dell'altra persona di operare al suo posto.


Foto di Aravind Kumar da Pixabay

In questa breve guida abbiamo riassunto quelli che, a parer nostro, sono i principali punti da tenere presenti quando ci si approccia a un diario. Non vi resta, dunque, che iniziarne uno e sperimentare la ricchezza che questa pratica vi regalerà.


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