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Gli ingredienti della chimica dell'Anima

Il connubio perfetto per la realizzazione del sé.


L'Alchimia, quella vera, non crea distinzione tra interno ed esterno, tra fisico e spirituale, tra sostanze chimiche e sostanze sottili. Non l'ha mai fatto, neppure in passato. Il lavoro con la materia andava di pari passo con quello filosofico e l'uno non escludeva l'altro. Cosa che accade ancora oggi, anche se in formule e modalità differenti rispetto al passato.



Quest'arte unisce molta sapienza degli antichi, poiché in essa confluiscono le scuole di pensiero europee e le inestimabili conoscenze dell'Oriente sul corpo, sulle sostanze, sugli elementi e molto altro ancora.


Questo connubio inscindibile si ritrova nelle due parole che si utilizzano spesso per descrivere il luogo in cui avvengono le trasmutazioni alchemiche dal piombo all'oro, (sia quelle strettamente legate alle sostanze chimiche materiali che quelle legate all'interiorità umana): il laboratorio alchemico e l'officina alchemica, talvolta anche sinonimi di "corpo umano", ricettacolo di ogni trasformazione.


Per comprendere meglio l’alchimia interiore e il lavoro su di sé, parliamo del significato etimologico di due termini molto utilizzati in materia: “laboratorio” e “officina”.



La parola laboratorio - Lab-oratorium - deriva dal latino "labor", lavoro, e "oratorium", ovvero luogo di preghiera. Per poter essere praticata nella sua interezza, dunque, l'Alchimia deve passare attraverso il lavoro, la fatica, il piano fisico, ma imprescindibile è anche la preghiera, quella che ricongiunge la materia allo spirito.

L'una non non esiste senza l'altra.


Per quanto concerne invece la parola officina - opificina - invece, possiamo dire che deriva sempre dalle parole latine "opus", opera, ma anche da "opifex", operaio o artigiano, insieme a "facere", fare, realizzare. L'officina è quel luogo in cui si opera l'Arte, in cui si costruisce e si realizza l'Artista, il posto in cui si attua la chimica dell'Anima e di Dio.


Officina e laboratorio alchemico sono il luogo dove l’individuo svolge il lavoro su di sé e corrispondono alla macchina biologica, ovvero al nostro corpo fisico che, con l’osservazione, rende consce le meccanicità e lentamente trasmuta il “piombo” in “oro”.



Sia il laboratorio che l’officina richiedono che l’individuo utilizzi due energie complementari per poter svolgere il lavoro interiore: l’energia maschile e quella femminile.

Queste energie insite in ogni individuo devono essere sviluppate, unite e affinate per far sì che il lavoro interiore porti a un’autentica trasmutazione.


L’energia maschile è quella che permette di svolgere il lavoro interiore più pesante, più denso, più faticoso. Essa è costituita da Determinazione, Disciplina, Volontà, Coraggio, Decisione - qualità appartenenti all'archetipo del guerriero. Certo, all'inizio del percorso non è semplice mettere in gioco queste qualità, e l'allenamento serve anche a questo, poiché ci educa a un modo diverso di fare esperienza della vita rispetto all'usuale.


Come sviluppare le qualità maschili in noi? Dandoci uno “scossone”, smuovendo e scansando con determinazione i nostri vizi e le nostre convinzioni più radicate: pigrizia, incostanza, scarsa autostima... occorre agire, senza più scuse, stando nello sforzo, nella tensione e allenando la nostra capacità di resistenza.

Così come alleniamo il nostro corpo fisico per apparire più belli, più tonici, dobbiamo imparare ad allenare la nostra parte interiore per poter raccogliere il meraviglioso frutto del lavoro su di noi. Un esempio pratico può essere quello di mettere in atto la nostra capacità di dire di no ad un piacere istantaneo che, se portata avanti con costanza, può portarci ad ottenere risultati sorprendenti sul lungo termine. Quel sogno che prima sembrava irrealizzabile, in pochi mesi si materializza davanti a noi e questo grazie alla nostra determinazione, allo sforzo della rinuncia.


L’energia femminile è invece Amore, Pazienza, Umiltà, Comprensione, Acettazione, Intuito, Resa, Fede.


Queste qualità entrano in gioco quando affrontiamo i nostri demoni interiori, imparando a far emergere l'Amore verso noi stessi e verso tutto ciò che di noi non riusciamo ad accettare. Guardare in faccia la fonte delle proprie emozioni non è semplice, in molti provano giudizio o senso di colpa... L'Amore aiuta a sciogliere queste reazioni, ad accogliere ogni parte di noi.


Come sviluppare le qualità del femminile? Innanzitutto dobbiamo affidarci all’universo, guardare alla vita come a una madre che è in grado di donarci tutte le cure di cui abbiamo bisogno e che se ci dà un avvertimento o sconvolge i nostri piani, lo fa solamente per riportarci sulla retta via, quella dell’Anima. Spesso, pur svolgendo un lavoro su di noi, ci perdiamo in pensieri, ci facciamo trascinare da schemi mentali, ci lasciamo influenzare dagli altri… tutto questo significa perdere il contatto con il proprio sé e con la propria parte femminile, quella che ci fa fluire nella vita perché accoglie ogni accadimento, ogni evento apparentemente “esterno” come proprio figlio, come propria creazione. La fede incondizionata in tutto ciò che accade è la chiave per accedere a questa meravigliosa energia che risiede già in noi. E ricordare che ciò che ci accade è prima di tutto nostra creazione, anche se spesso inconscia, ci aiuta a riportare in auge la nostra parte femminile.


Avete mai provato a lasciarvi andare, a mettere da parte il bisogno di controllare ogni singolo aspetto che riguarda la vostra vita (e magari anche quella dei vostri cari)? Affidarsi completamente è un po’ come stare a galla al largo, lasciarsi cullare dalle onde semplicemente vivendo il momento presente e non pensando al fatto che potrebbe arrivare una tempesta. Piccoli o grandi atti di magia per aumentare la nostra fiducia nei confronti di tutto ciò che ci circonda - elementi naturali, individui, esperienze - possono significare grandi rivoluzioni interiori volte a portare una pace mai vissuta prima.



Unire il maschile e il femminile in noi significa quindi diventare creatori più consapevoli della nostra vita, è creare la nostra realtà basandoci su ciò che l’Anima ci indica, non più sui desideri effimeri della nostra personalità o addirittura su antiche ferite che ci fanno re-agire meccanicamente.


Utilizzare queste due energie nel nostro laboratorio, nella nostra officina alchemica significa diventare "genitori" di noi stessi, lasciare così che da questo sacro connubio emerga l'Anima.


Immagini di inchiostrovirtuale - quanticmagazine - thesunview

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