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L’arte di essere contenti

Aggiornamento: 20 mar

“Possibile che io sia tanto sfortunato? Vorrei fare questa cosa, ho tutte le carte in regola per farla, ma mi mancano i mezzi. Come faccio?”

“Se avessi questo, questo e quest’altro potrei realizzare il mio progetto/sarei felice e soddisfatto di me stesso.”


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Poi, un bel giorno, abbiamo ottenuto quel “qualcosa” e irrimediabilmente abbiamo cercato un altro oggetto su cui sfogare le nostre ansie, su cui riversare le nostre infinite e sterili lamentele. Ed è ricominciato tutto da capo.

Perché accade tutto questo?

La risposta è molto più semplice di quanto possa sembrare. Ci concentriamo sull’esterno, non sull’interno, nella speranza che qualcuno o qualcosa al di fuori di noi possa darci la felicità alla quale agogniamo. Scarichiamo la responsabilità sugli altri, sugli eventi che non vanno come vorremmo o su altro, ma in ogni caso non accettiamo che la nostra felicità dipenda ESCLUSIVAMENTE da noi. E’ molto più semplice scaricare la colpa sul fidanzato che non ci dà abbastanza attenzioni, sul datore di lavoro che non ci offre la promozione, sull’impiego che non abbiamo e via dicendo. Tuttavia, è ben più arduo ammettere di avere la piena responsabilità sulle nostre infelicità e insoddisfazioni.

Se non ti dai valore, come possono dartene gli altri? Se tu per primo non ti ami, come speri che gli altri facciano altrettanto nei tuoi confronti? Non ti dai attenzioni, non ti ascolti e non credi in te stesso, ecco perché il mondo che ti circonda ti ripaga con la stessa moneta. Nel momento in cui sarai veramente felice per quello che sei, quando proverai gioia per la ricchezza interiore che hai, allora anche il mondo ti premierà con quello che meriti.


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Non sono gli altri a renderci felici, siamo solo noi a doverci bastare, e in questo discorso non mi riferisco alla pratica del non attaccamento.