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Le Voci degli Antenati e delle Forze Universali – Ciotto di San Lorenzo

Oggi vorrei portarvi a visitare un luogo davvero particolare che io reputo meraviglioso ma soprattutto ammantato da energie pure, seppur misteriose, che ritengo appartengano alla natura che lo veste e agli uomini che lo hanno vissuto in antichità.


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Una delle più suggestive testimonianze di una natura ancora intatta e di una vita che fu.


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Questo splendore che riposa al di là di un bosco, adagiato tra floride cime e aspre falesie, si chiama Ciotto di San Lorenzo ed è qui che un prato verde, a forma di conca, colorato da fiori che nascono spontanei, raccoglie diverse specie di flora tra le quali sgattaiolano felici vari animali come le marmotte, i caprioli e i conigli selvatici.


Siamo in un punto alto della valle in cui vivo, la Valle Argentina, nella provincia di Imperia e ci ritroviamo a 1.400 mt s.l.m.

Si giunge in questo paradiso, che oltre all’essere magico, infonde una sua sacralità, attraverso il percorso che porta al Passo della Mezzaluna passando per la fatata Foresta di Rezzo, una splendida e pulita faggeta dove luci ed ombre si alternano creando atmosfere mozzafiato.


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L’entrata del sentiero, un sentiero prevalentemente pianeggiante, largo e libero, è subito dopo Drego, in Passo Teglia, e si cammina completamenti immersi nella natura più suggestiva.


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Una volta giunti al Ciotto, la meraviglia è data soprattutto da un complesso megalitico con tanto di cerchio sacrificale (che potete vedere formato da pietre bianche), un masso altare, un Dolmen e un grande Menhir.


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L’estremità del Menhir, sta ad indicare approssimativamente l’azimut del sole al tramonto, nel periodo del solstizio d’inverno.


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Grandi massi chiarii, che si distinguono dal verde vivace e acceso, creano lo splendore che lascia estasiati.


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Opere di uomini che vissero tantissimo tempo fa e che oggi ci appaiono come dichiarazioni misteriose e affascinanti.

In seguito all’antico popolo che lo abitò, secondo alcuni passò di qui San Lorenzo, giovane uomo di origi spagnole che fu Diacono di Roma. Del suo arrivo e della sua presenza sono rimaste le rovine della piccola chiesetta a lui dedicata.

I Corvi Imperiali gracchiano nel cielo terso come ligi guardiani di questo luogo sacro e silenzioso. Volano in modo circolare, attendendo qualche piccola preda, non sono cacciatori ma approfittano volentieri delle predazioni di altri.

Le Marmotte fischiano e il vento fruscia tra gli arbusti di bacche rosse come il fuoco.


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So che, nascosti da qualche parte, ci sono anche Lupi, Allocchi, Salamandre e Picchi.


L’Agrifoglio e l’Aquilegia invece, si mostrano orgogliosi, raccontando il sottobosco.

L’Anemone Bianco lo descrive con la sua poesia. Tutto è perfetto.

Questo era uno degli snodi della Via Marenca, famosa strada del passato che si sviluppa sui crinali e collega i monti liguri alle zone piemontesi. Uno degli antichi cammini dei pastori che dalle valli di Imperia conducevano i greggi ai grandi pascoli del Monte Saccarello e del Colle di Tenda.

Ma perché vi ho portato qui? Come vi spiegavo, in questo regno, si riconosce un’atmosfera atta ad accendere una spiritualità percepibile all’istante.

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S’innalza il livello spirituale di esistenza arrivando a distinguere persino forze arcane che osano e vogliono farsi sentire. Questo almeno, è quello che è accaduto a me.

Riconosco che la natura ha su di me un particolare effetto ma, con il sopraggiungere della quiete e dell’emozione, si arriva indiscutibilmente ad essere nettamente più sensibili fino a collegarsi, a mio avviso, con le frequenze energetiche dell’Universo che parlano e raccontano, attraverso parole proprie o toni di chi qui, ha abitato molto tempo prima.


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E’ persin semplice, basta volerlo.

No, non sento le voci e nemmeno ho allucinazioni uditive, come potete vedere sono una normalissima persona che si diverte e sta bene a contatto della Natura.


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Semplicemente percepisco. Percepisco l’amore per Madre Terra che mi abbraccia e mi fa sua. Ancora più sua. Che mi dona forza e sostegno. E complicità.

Percepisco la potenza del cielo che avvolge come un manto e le straordinarie virtù della vita che guizza energica, lì, senza avere il minimo timore.

Queste sensazioni mi appartengono; è diverso dal riuscire semplicemente a sentirle.

E’ un luogo, questo, colmo di ricordi ed emozioni.


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Qui, anni orsono, coloro che da sempre nominiamo streghe, si univano alle onde energetiche universali. Qui, uomini credenti, hanno sacrificato ai loro Dei, esseri viventi. Qui, venivano richieste, con tutto il potere che si sentiva e si trasmetteva, le risoluzioni alle necessità.

Non si parla di leggende, spiriti o magia. Si parla di energie emesse con un tale vigore da prender vita.

Si parla di una forza intrinseca che tutti noi, ancora oggi abbiamo, ma lasciamo sopire quieta e soffocata nel nostro più profondo. In questo posto no.


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In questo posto, così come in tanti altri di questo incantevole pianeta che abitiamo, questa forza fuoriesce fiera e possente, straordinaria. E si può sentire ancora adesso.

E a questo punto, parlare di magia nemmeno mi dispiace. Perché pare proprio come magico, ciò che si riesce a intendere.


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Il riavvicinamento con quello da cui siamo nati. Ognuno di noi può trovare il suo luogo “ideale” per riavvicinarsi a queste forze, per riconoscersi come suo figlio.


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Per sentirsi parte di un mondo ancora più grande, un macrocosmo che solitamente non si identifica.

Il mio è qui. Uno dei tanti per lo meno.

Puro, protetto, selvaggio. Dall’anima scoperta in bella mostra.


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E ho desiderato farlo conoscere anche a voi.

Si chiama Ciotto di San Lorenzo. Il vostro che nome ha?


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