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Benedire le ombre

Aggiornamento: 14 giu 2022

Da ricercatrice spirituale quale sono, mi capita quotidianamente di leggere articoli, post e informazioni sul web riguardanti gli argomenti di cui tratto e che indago con vivo interesse.

Mi capita, dunque, di imbattermi in riflessioni e pensieri altrui sulle tematiche più disparate riguardo il mondo della spiritualità. Di recente, forse proprio a causa della quarantena forzata per via del covid-19, ho letto sempre più spesso post che parlavano del rifiuto delle emozioni negative e della conseguente e consigliata concentrazione solo sul positivo per non alimentare la forma-pensiero di paura, rabbia e frustrazione che aleggia intorno a noi. Al contempo, si fa spesso riferimento anche all’elevazione spirituale come a qualcosa dal quale guardarsi, perché eliminare le emozioni e il negativo è dannoso, visto che fa parte di noi in quanto esseri umani. Puntare a vibrazioni più alte sarebbe dunque da evitare perché questo creerebbe un nuovo trauma interiore:  implicitamente si giudicano sbagliate le vibrazioni più basse e si finisce così per sviluppare il senso di colpa.

Tutto questo ha fatto sorgere in me una riflessione profonda che voglio condividere e che appartiene al mio sentire, alla mia personale verità che non è necessariamente anche quella altrui.


1. Repressione… o accoglienza?

Tra i più grandi ricercatori e maestri spirituali non si è mai incentivata la repressione di un’emozione, sia essa positiva o negativa. È risaputo anche in ambito medico, psicologico e scientifico che soffocare, trattenere, rifiutare e reprimere emozioni, stati d’animo, parti della personalità sia estremamente dannoso a livello fisico e psicologico. Lo stesso significato semantico delle parole soffocare, trattenere, rifiutare e reprimere rimanda a qualcosa di negativo che implica una sofferenza. La vera guida spirituale non vi direbbe mai di nascondere le emozioni, che sono espressioni naturali e biologiche del nostro corpo e che in più di un’occasione hanno contribuito a salvarci da eventi e situazioni nelle quali eravamo invischiati. Spesso rappresentano un meccanismo di difesa e di sopravvivenza, per cui ne comprenderete l’importanza fondamentale.

rifiuto

Ciò che la guida può consigliarvi è lavorare su quelle emozioni, e ci sono metodi e pratiche ben precise per poterle affrontare. Molte delle emozioni che proviamo producono dolore e sofferenza che si riversano irrimediabilmente anche nel corpo fisico, ci provocano un malessere talvolta straziante che non sappiamo gestire. Quando queste emergono in superficie (perché in verità sono sempre dentro di noi, nascoste nelle profondità del nostro inconscio) possiamo percepire una voragine buia spalancarsi sotto di noi che minaccia di inghiottirci, se solo oseremo volgerle lo sguardo. Allora il più delle volte tutto quello che facciamo è distogliere gli occhi, distrarci, fingere che quell’oscurità non esista. La neghiamo con tutti noi stessi perché non possiamo accettare che ci sia tanta forza negativa in noi. Facciamo tutto questo come reazione naturale, è la risposta immediata e istintiva che mettiamo in pratica senza sapere che più la nasconderemo, più essa si fortificherà, crescendo, prosperando e ripresentandosi alla prima occasione utile.

Ecco perché la spiritualità – che può essere supportata anche dalla psicoterapia e altre  scienze umane – può aiutare a risolvere tali conflitti interiori, laddove si presentano, offrendo strumenti validi. Il lavoro spirituale prevede l’accoglienza amorevole di ciò che proviamo, l’accettazione profonda e la disidentificazione da certe dinamiche.

conosci te stesso